martedì 9 febbraio 2010

Non chiamatela pizza!!!!

Come forse non ho avuto ancora modo di comunicarvi........una delle cose che mi piace mangiare di più in assoluto è la pizza! Me la sbaferei volentieri a colazione, pranzo e cena.....insomma: la adoro!!!
Farla in casa non è però sempre facile.....poi molto dipende anche dai gusti personali......chi la preferisce alta, chi sottile, chi senza bordo, chi con un bel cornicione, chi croccante e chi più soffice.......è un gran casino!
Io devo dire che la mia produzione di pizza è stata parecchio influenzata dai gusti del marito......che decisamente la preferisce alta e soffice!! Per me va sempre bene, basta che sia digeribile e la pasta non risulti gommosa....quindi ho sempre cercato di accontentarlo! L'impresa non è stata facile.....i primi tentativi sono stati un disastro....poi col tempo devo dire che ho raggiunto un buon risultato!
La pizza alta e soffice non è però la vera ricetta che vorrei suggerirvi oggi, perchè non è che la conseguenza di un altro impasto......un impasto che mi evoca le piacevoli sensazioni di quando ero piccola, e attendevo il suono di una campanella.....



Chi di voi frequenta, o abita, le zone della Riviera Ligure di Ponente, potrà capire già dal titolo del post di cosa sto parlando.........ma della Sardenara!!!!!



Nella zona di Sanremo e dintorni infatti non c'è fornaio o bar che si rispetti che non proponga la Sardenara, rigorosamente home-made, e venduta già porzionata a tocchi di 12x12 cm circa! Ed è un'eresia chiamarla pizza......e no: questa è Sardenara....e basta! Che goduria mangiarsela d'estate, magari per merenda dopo essersi rinfrescati con un bel bagno! Potrete trovare un locale molto ruspante, dove mangiare una sardenara da urlo accompagnata da un bel bicchiere di spuma bionda a Sanremo, alla Tavernetta in Via Palazzo! Anche se......la miglior sardenara che io abbia mangiato in vita mia era quella del Bar Roccia di Riva Ligure, che ora non c'è più: d'estate il signor Roccia, a una certa ora del pomeriggio suonava una campanella che avvertiva il paese che la sardenara era pronta per essere sfornata....naturalmente si formava la calca per riuscire a ottenerne almeno un pezzo! E io che vado lì per le vacanze da quando ero piccola......potete immaginare quanta sardenara ho mangiato in vita mia!!!
Beh.......magari vi starò annoiando con questa storia.....ma la sardenara credetemi: qualche chiacchiera in più la vale davvero!
Qualche anno fa, nella mia ricerca di ricette, mi imbattei in una pagina web (di cui non posso darvi il link perchè non esiste più :-( :-( :-(  ), dove con dei metodi piuttosto empirici (la misura era una tazza), si davano gli ingredienti e le quantità per farsi da soli proprio la sardenara! Inutile dire che mi incuriosì, così, cercando di trasformare le misure empiriche in grammi, mi cimentai nell'impresa! Ne venne fuori una cosa quasi sublime....alta, soffice...dal sapore inconfondibile....e coi successivi piccoli aggiustamenti....posso con orgoglio dire che il quasi è sparito!!!
Inutile dire che potrete decidere di fare delle modifiche al sugo, magari riducendo i tempi di cottura, o facendolo meno elaborato, oppure usando polpa di pomodoro al posto dei pelati......o ancora potrete scegliere di farcire l'impasto con della mozzarella, del prosciutto....o cosa vi viene in mente: sarà sempre buona........otterrete una pizza alta e soffice farcita.......ma per la VERA SARDENARA fate così: sentirete che roba!!!



SARDENARA DEL PONENTE LIGURE


Ingredienti (dosi per 1 leccarda da forno)

Per la pasta
• 1 misura e ½ di farina 00 (320 gr circa)
• ¼ di tazza di maizena (40 gr circa)
• ½ cubetto lievito di birra (cubetto da 25 gr)
• 1 tazza di latte tiepido (320 gr circa)
• ⅓ di tazza di olio evo (60 gr circa)
• 1 cucchiaino di sale

Per il sugo
• 1 barattolo di pelati
• Olio q.b.
• Cipolla, filetti di acciuga sott’olio (4/5), una dozzina di capperi, erbe secche (origano, timo e maggiorana

Per la copertura
• Il sugo preparato
• Olive taggiasche
• Capperi dissalati
• 2 spicchi d’aglio
• Filetti di acciuga sott’olio

Preparazione
In una ciotola mettere il latte intiepidito, quindi aggiungere il lievito e mescolare per scioglierlo. Aggiungere la farina, la maizena e l'olio e iniziare ad impastare con le fruste da impasto (volendo si può fare nella planetaria per chi ce l’ha); dopo qualche minuto aggiungere il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo, che dovrà risultare piuttosto molle e molto appiccicoso. Ungere la leccarda con dell’olio, quindi con le mani sempre unte d’olio, stendervi la pasta (l’impasto si potrà quasi versare!) e mettere in forno a lievitare fino al raddoppio, circa un paio d'ore. Intanto preparare il sugo: soffriggere nell’olio la cipolla tritata finemente, quando è imbiondita aggiungere le acciughe e i capperi tritati. Quando le acciughe saranno quasi sciolte aggiungere i pelati col loro sugo e disfarli, un barattolo (quello dei pelati) d'acqua e una manciata di erbe secche. Deve cuocere a lungo (anche 1 ora e ½), e rimanere abbastanza liquido (eventualmente se tende ad asciugarsi troppo aggiungere altra d’acqua). Passate le due ore la pasta della sardenara è bella gonfia, nel condirla bisogna stare attenti a non sgonfiarla. Con un cucchiaio di legno distribuire delicatamente il sugo sulla superficie lasciando un po' di bordo. Aggiungere olive e capperi a piacere, gli spicchi d'aglio rotti con un colpo di mano (io non li ho messi), e le acciughe spezzettate. Infornare in forno caldo ventilato a 220° finché non diventa dorato il bordo, circa 15-17 minuti. Al termine dare un paio di giri di olio crudo e servire!



N.B. la misura della tazza era quella originale della pagina web ora non più raggiungibile!

Per vedere le foto di tutti i passaggi Cliccate Qui!


16 commenti:

mammafelice ha detto...

mammamia, sembra squisita!!

Federica ha detto...

Buona la Sardenara! La mangiavo da piccola quando con i miei genitori andavamo in vacanza in Liguria da un'amica di mamma. Sono secoli che non l'assaggio. Brava Mara, un bacio :*

P.S. come sta il cucciolo con la varicella?

Manuela ha detto...

Cara Maetta, io non conosco la Sardenara, ma tu hai raccontato talmente bene la storia che mi hai incantato !! Ho preso nota della tua creazione meravigliosa (perchè di questo si tratta) e spero di riuscire a farla come la tua!!! Bravissima!!! Un abbraccio.

maetta ha detto...

@mammafelice
hai proprio centrato l'aggettivo: è squisita! provala e mi dirai!!! baci

@Federica
beh...se non l'assaggi da tanto...quale occasione migliore per riproporla?! così mi dirai se regge il confronto con l'originale!
Il cucciolo è nella fase acuta della malattia...stanotte alle 3 mi ha chiamato perchè voleva essere consolato del malessere...e mi dice "mamma voglio le carezze!"...quanta tenerezza...ma sentirsi impotenti non è una bella sensazione...speriamo passi in fretta! baci

@Manuela
Sono felice che quanto ho scritto ti sia piaciuto, e non ti abbia annoiata come temevo...spero proverai a farla...è davvero facile, e vderai che ti verrà buonissima!
baci

Laura ha detto...

Ciao Maetta, prima di tutto complimenti per questa delizia che proverò a rifare assolutamente, per quanto riguarda le frappe, io non l'ho mai fatte in forno per motivi di gusto....fritte mi piacciono troppo!!!, però se vuoi provarle fai metà dose perchè ne vengono tantissime!!
Ciao e un bacino al tuo CUCCIOLO!!!!
Laura ;)

natalia ha detto...

non conoscevo proprio questo tipo di impasto e mi incuriosisce molto. appena passeranno queste giornate il venerdì della pizza vedrà subito questa ricetta all'opera!!!

chabb ha detto...

A me 'ste cose fanno impazzire, è una favola e immagino il sapore!
B R A V A A A A!!!!

Bacioni

P.S. Fammi sapere per la maionese!!

Federica ha detto...

Ciao Mara, questa è stata la nostra cena di sabato...e che cena!!!! Io e il pupo ce la siamo sbafata litigandoci l'ultimo pezzetto :)) L'impasto mi è venuto leggermente più sodo del tuo (ho usato farina 0, sarà stato per quello!) ma la sardenara era sofficissima e ultrabuona. Se riesco metto il post in settimana e ti faccio un fischio. Un abbraccio e grazie ancora per questa ricetta che è già in quelle TOP!

P.S. come sta il tuo cucciolino?

maetta ha detto...

Uao Fede!!!!!!!
mi fai felicissima!!! sapere che hai realizzato una mia ricetta e che oltre ad esserti venuta bene ti è pure piaciuta....beh, non può che farmi piacere! Se poi hai deciso di mettere anche un post a riguardo....mamma mia che emozione!!!
Guarda, per la consistenza dell'impasto, non credo dipenda dalla farina 0 (anche a me è già capitato di usarla al posto della 00 e non c'è problema) credo piuttosto dipenda dal potere di idratazione differente, che spesso cambia da marca a marca! In ogni caso, sono davvero felice che tu ne sia rimasta soddisfatta!

Il cucciolo va decisamente meglio...anche se ora è piuttosto monello perchè è giustamente stufo di starsene chiuso in casa!

baci

Genny ha detto...

mi piace questa ricetta!!! io leggo tutto eh:D poi magari scrivo poco, perchè il tempo è tiranno, ma ora ti aggiungo al feed!

Anonimo ha detto...

Salve a tutti !
Sono Franco L. di Alessandria (anche se tutti mi chiamano Franchino....indovinate perchè....) ma la sardenara è - nè più nè meno - PIZZA!

maetta ha detto...

@Franco
ehm.....scusa Franco ma se si chiama sardenara e non pizza...ci sarà un perchè....

Anonimo ha detto...

A dispetto del mio nomignolo "Franchino" peso 130 kg ma sono alto soltanto 1.65... molto danno l'ha fatto proprio la sardenara/PIZZA! e se lo dico io...
p.s. che ostinati quelli di Sanremo... è PIZZA! anche se la pizza napoletana è quella DOC ed è la più buona!

Anonimo ha detto...

Ricetta molto vicina a questa:
http://www.claudiopoggi.it/dunde_sardenara.html

Garantisco l'ottima e appetitosa riuscita!

Epiro

Michele ha detto...

il mio consiglio è quello di evitare la farina raffinata tipo 00... questa ricetta andrebbe realizzata con della semola rimacinata di grano duro possibilmente BIO da www.farina.click

maetta ha detto...

Direi che la semola rimacinata di grano duro non c'entra proprio niente con questa ricetta!!!
Si usa quella di grano tenero! Al massimo si può scegliere una farina meno raffinata.